Il Modello didattico
e la progettazione formativa
Abbiamo già detto come la Scuola dell’Acqua e del Gas non sia una semplice fornitura di conoscenze ad hoc ma un modello organico di sviluppo delle competenze, composto da conoscenze, capacità e comportamenti, e che il nostro obiettivo è quello di alimentarle attraverso un percorso di formazione professionale continua.
Per fare ciò è stato necessario analizzare le attività aziendali e costruire un modello didattico sostenibile per le strutture aziendali coinvolte, che potesse essere la “spina dorsale” della progettazione formativa sia dell’area Gas che dell’area Acqua.
Il modello didattico generale nasce così da una fase definita “Macroprogettazione” che ha compreso:
- l’identificazione dei “processi lavorativi – chiave” da presidiare per i settori acqua e gas;
- l’identificazione delle singole conoscenze necessarie a sostenere ciascuno dei processi identificati.
- la loro suddivisione in conoscenze di base (condivise da tutto il personale, a prescindere dall’area di appartenenza), specialistiche di area (o acqua o gas), specialistiche per ogni singola famiglia professionale, e trasversali nel caso in cui, pur se specialistiche, fossero condivise da più famiglie professionali.
Questa prima mappatura è stata condivisa con le Direzioni delle diverse aziende prima di procedere con la progettazione delle attività di dettaglio.
Subito dopo questa fase di carattere generale è stata affrontata la seconda fase di dettaglio definita “Microprogettazione” che ha previsto le seguenti attività:
- la declinazione delle conoscenze in moduli con titoli condivisibili, individuazione del monte ore necessario, dei metodi didattici più adatti al trasferimento di ciascun tipo di conoscenza e degli strumenti più adatti di valutazione;
- l’identificazione dei dipendenti e/o degli eventuali esperti esterni depositari di know-how relativo alle suddette conoscenze, e loro coinvolgimento;
- la selezione e rielaborazione dei materiali aziendali già disponibili e la ricerca di aggiornamenti;
- l’identificazione dei destinatari dell’iniziativa;
- la calendarizzazione dei percorsi formativi;
Per visualizzare il metodo adottato nella microprogettazione eccone una sintesi:
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Al di là della mappatura delle competenze necessarie a svolgere efficacemente ed efficientemente le attività aziendali oggetto della Scuola e dei relativi modelli didattici, sono state fatte delle scelte metodologiche trasversali “forti” che vorremmo sottolineare:
- unire nella formazione iniziale (definita “comune”) il personale del settore gas ed il personale del settore acque, i quali condividono in parte i profili organizzativi ma operano abitualmente in contesti professionali diversi, con l’esplicito obiettivo di consolidare una sorta di “minimo comun denominatore” di conoscenza condivisa di natura interprofessionale;
- individuare fra i dipendenti o fra i recenti pensionati coloro che avrebbero svolto il ruolo di docenti, selezionandoli fra quelli ritenuti depositari di una o più di queste conoscenze, cercando attivamente il loro coinvolgimento per la declinazione di tali conoscenze in moduli formativi ed in materiale didattico e, soprattutto, per condividere con loro la filosofia della Scuola.
Coloro che interpretano il ruolo di “docenti” e quelli che interpretano quello di “allievi” sono infatti in primo luogo colleghi che dialogano alla pari, con l’obiettivo di ampliare le conoscenze reciproche, ed ai docenti quindi è stata quindi richiesta soprattutto la capacità di condividere il proprio sapere tecnico e le proprie esperienze con i colleghi che in quel momento ricoprono il ruolo di “discenti”, mentre ai “discenti” stessi è stata richiesta una partecipazione attiva alle attività formative, portando esperienze, ponendo problemi e/o suggerendo soluzioni, in un’ottica di condivisione del “know-how”.
Alle due fasi progettuali sopra descritte è seguita l’erogazione vera e propria delle attività formative, che ha preso avvio a metà del 2008 e proseguirà per tutto il 2009 ed il 2010; in questa fase di declinazione operativa di quanto progettato “a tavolino” sono state talvolta messe in atto necessarie diversificazioni ed implementazioni richieste dalle Direzioni Aziendali o dalle risorse coinvolte, nel rispetto di esigenze di carico di lavoro o di altra natura.
Ciascuna modifica o implementazione è stata comunque valutata e rilasciata in seguito a verifica di congruità con il modello iniziale, nel rispetto degli obiettivi che ci si era posti e delle scelte metodologiche adottate.
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